dexter new blood

Ormai è chiaro che nessun successo del passato resterà privo di reboot, remake o stagione evento. Nel caso di Dexter era facilmente intuibile che fosse solo questione di tempo: la serie, amatissima, è stata una vera e propria hit per Showtime, a tutt’oggi gode di una solidissima fanbase e Michael C. Hall ha dato vita a un protagonista carismatico e ambiguamente accattivante di cui è difficile stancarsi, a patto che sia supportato da una scrittura all’altezza. E il problema è tutto qui. Dexter è una serie partita benissimo, ma che è stata tenuta in vita oltre il dovuto a calci e spintoni fino a trasformarla nella dolorosa parodia di sé stessa. Ne abbiamo parlato a profusione qui.

Nel corso delle ultime tre stagioni, in particolare, è come se gli autori avessero deciso di mettere a segno un perfetto strike abbattendo coerenza interna, rispetto per il pubblico, senso del ridicolo. L’ottava, (ex) ultima stagione di Dexter è un disastro narrativo che si è concluso con quello reputato in larga parte sia da critica che da pubblico – sottoscritta inclusa – il peggior finale di sempre. Considerando questo scenario, tutti noi ci siamo chiesti se Dexter New Blood avrebbe potuto rendere giustizia a un personaggio meritevole di ben altro commiato, oppure se questo ritorno avrebbe rinnovato una pungente sensazione di deliberata presa per i fondelli.

Prima di parlare di Dexter New Blood, un pratico specchietto riassuntivo per chi non ha mai visto la serie, oppure l’ha pietosamente lasciata cadere nell’oblio.

dexter new blood

Dove (e perché) eravamo rimasti

Dexter è uno blood spattern analyst in forze nella Miami Metro Police. Il suo lavoro gli garantisce i mezzi e la copertura ideale per eccellere in quello che davvero gli interessa: essere un serial killer di serial killer. Non stiamo però parlando di un giustiziere solitario, o di un vendicatore, ma di uno psicopatico. Il protagonista, aiutato dal padre adottivo, è infatti riuscito a mettere a punto un sistema grazie al quale controlla la sua sete di sangue per poi soddisfarla eliminando criminali a piede libero.

Dexter sembra dunque operare in una zona grigia della morale, ma in realtà non ci sono dubbi che siamo davanti a uno psicopatico: lui stesso si definisce a “very neat monster“. La sorella Debra, in particolare, la fidanzata Rita e i colleghi costituiscono la rete di rapporti umani che lo aiutano a mantenere una facciata di normalità che valga la pena di non essere sacrificata per cedere all’urgenza pressante di sangue. Da qui in avanti SPOILER

Nel corso dell’ottava stagione assistiamo impotenti a una serie di retcon che hanno coinvolto le premesse della storia, incluso il concetto di “Dark Passenger“. Il protagonista, dopo aver insensatamente innescato una serie di avvenimenti che provocano la morte di numerose persone, inclusa quella di Debra, pare volersi suicidare. La polizia di Miami ormai lo ha scoperto, e lui non vuole compromettere il futuro di suo figlio Harrison. Dexter sembra dirigersi con la sua barca dritto verso uno sfondo dipinto con paint che dovrebbe essere una tempesta.In realtà ha solo inscenato la sua morte e, mentre Hannah trova riparo in Sudamerica con Harrison, lui finisce in qualche posto sperduto nel Nord America a fare il boscaiolo. Sipario.

dexter new blood

Dexter New Blood

Siamo a Nord dello Stato di NY e, per quanto sia un peccato aver perso la peculiare, multietnica e sgargiante ambientazione di Miami, il problema è che da subito sembra di essere più davanti a una nuova stagione di Fargo piuttosto che a quella di Dexter. Passenger di Iggy Pop ci dice subito che l’altro passeggero è ancora lì, ma la serie riparte rinunciando a un’impronta di originalità, e questo non vale non solo per setting e location. Ma andiamo avanti.

Dexter Morgan è ora Jim Lindsay, un membro perfettamente integrato della comunità: lavora in un negozio specializzato in armi e attrezzature per caccia e pesca, ed è fidanzato con la capo della polizia locale. È il Dexter che conosciamo, quello abilissimo a mimetizzarsi tra le pieghe della normalità, capace di farsi benvolere e stimare da tutti.

La camera flirta con ogni genere e sorta di oggetto, o situazione, che potrebbe risvegliare gli appetiti di Dexter, gioca tanto con noi quanto con il personaggio. È chiaro fin da subito che Dexter prima o poi lascerà che il dark passenger si metta di nuovo alla guida: lo sappiamo noi, lo sa Dexter, lo sa perfettamente lo showrunner visto che è l’unico motivo per il quale esiste Dexter New Blood. In questo, però, risiede anche il problema endemico della serie che sarebbe dovuta essere una miniserie autoconclusiva. La prima, eccezionale stagione, aveva detto tutto quello che c’era da dire, ed era stata a suo modo rivoluzionaria considerando che all’epoca era ancora un azzardo proporre un protagonista assoluto che fosse anche il villain. 

C’era il precedente di Tony Soprano, che però si inseriva nel collaudato filone che ha regalato diversi mafiosi iconici; di lì a breve sarebbe arrivato Walter White ma nel suo caso, almeno inizialmente, c’erano giustificazioni morali umanamente comprensibili. E mancava qualche anno all’arrivo dell’Hannibal Lecter di Mads Mikkelsen, anche se sfido chiunque a preferire una cena con Hannibal piuttosto che con Dexter.

Ma sto divangando. Il punto è che una serie come questa, per andare avanti deve sopravvivere alla sua premessa, e per farlo Dexter non può essere un villain tout court: deve uccidere, ma solo gente a cui noi stessi nella vita vorremmo tirare una legnata. E così, ecco che nella premiere di Dexter New Blood spunta la vittima sacrificale perfetta: Matt Caldwell, il classico figlio di papà viziato, bullo, sprezzante della vita umana, e anche responsabile di un incidente mortale per il quale non pagherà mai. L’intera puntata è un accumulo e un crescendo di episodi in cui Matt is asking for it, e alla fine succede: Dexter torna in attività anche se c’è ancora molto da recuperare in termini di precisione e occultamento delle tracce.

A questo punto è facilmente intuibile che Dexter se la vedrà con il padre del ragazzo, e l’elemento sorpresa è affidato alla seconda linea narrativa che vede la scomparsa di ragazze di cui si è persa ogni traccia. Incrociando le dita, speriamo non sia una tratta di schiave di cui è responsabile proprio il padre di Matt.

Concludendo

Quindi cosa ci dà di nuovo Dexter New Blood? Stando alla première nulla. I valori produttivi, il carisma di Michael C. Hall, il piacere di rivedere un personaggio amato muoversi all’interno di un contesto narrativo dignitoso sono tutti elementi rassicuranti, ma siamo comunque davanti a una riproposizione di quanto abbiamo già visto nelle prime quattro stagioni. Dal momento, però, che stiamo parlando di ottime stagioni, anche questa ripartenza è godibile ed ha appunto il vantaggio di ricalcare gli archi narrativi sviluppati meglio. Non è un caso, infatti, che lo showrunner di questo revival sia Clyde Phillips, lo stesso delle prime quattro stagioni e che aveva lasciato la serie proprio perché non intenzionato a spolpare lo show fino alla carcassa.

Note

Del vecchio Dexter abbiamo riavuto quasi tutto, tranne l’opening! Certo non avrebbe avuto senso riproporlo identico, ma è un peccato non aver pensato a qualcosa all’altezza di una delle aperture seriali migliori di sempre.

Molto prevedibilmente Debra (Jennifer Carpenter) ha sostituito Harry come proiezione/allucinazione audio-visiva. La forza del personaggio interpretato era nell’essere una trascinante e sboccata forza della natura. Renderla una specie di grillo parlante, o un mero senso di colpa olografico, significherebbe privare il personaggio di tutto ciò che lo rendevano interessante.

Harrison rappresenta il vero pericolo che potrebbe far deragliare Dexter verso una trita storyline sulla paternità, come del resto sembra suggerire anche l’ultimo monologo di Matt.



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Mara Ricci

Serie tv, Joss Whedon, Jane Austen, Sherlock Holmes, Carl Sagan, BBC: unite i puntini e avrete la mia bio. Autore e redattore per Serialmente, per tenermi in esercizio ho dedicato un blog a The Good Wife.

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